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La maggior parte della documentazione in Lineare B è stata trascritta su tavolette in argilla, pervenute sino a noi perché cotte fortuitamente dagli incendi che, alla fine dell’Età del Bronzo, hanno causato la distruzione dei grandi palazzi micenei e, con essi, degli archivi dove questi documenti erano conservati. La necessità di analizzare nel dettaglio i singoli segni trascritti sulle tavolette, nonché la tipologia di materiale con cui questi documenti sono realizzati, hanno favorito lo sviluppo di due specifiche discipline nell’ambito degli studi sulla Lineare B, tra loro strettamente connesse e imprescindibili per l’analisi dei testi: l’epigrafia e la paleografia. Fino a poco tempo fa le analisi paleo-epigrafiche sui documenti in Lineare B potevano svolgersi solamente nei magazzini dei musei, mediante la diretta osservazione dei testi; da qualche anno, tuttavia, le nuove tecnologie hanno permesso di lavorare efficacemente anche da casa. A questo proposito, è stata messa a punto una nuova modalità di digitalizzazione dei documenti epigrafici, nota come RTI, ovvero Reflectance Transformation Imaging (http://culturalheritageimaging.org/Technologies/RTI/), un metodo fotografico computazionale che cattura la forma e il colore della superficie di un oggetto scattando circa 50 fotografie con una fotocamera fissa, mentre l’oggetto viene illuminato, ad ogni scatto, da una diversa angolazione (fig.1).

fig.1 Riproduzione del processo di acquisizione fotografica da Greco Flouda 2017

Le informazioni provenienti dalle immagini vengono sintetizzate da un apposito programma, noto come RTI builder (http://culturalheritageimaging.org/What_We_Offer/Downloads/Process/index.html), al fine di realizzare un modello virtuale, cosiddetto 2D ½, della superficie. A seguito della sintetizzazione delle immagini, l’utente potrà non solo visualizzare il manufatto sullo schermo del proprio computer, ma avrà anche modo di spostare, in modo interattivo, una luce, proiettata virtualmente sull’immagine RTI. I vantaggi di questo sistema sono, evidentemente, molteplici. Lo studioso ha, infatti, la possibilità di disporre di materiale fotografico ad alta definizione e di operare una costante verifica su di esso, da qualsiasi punto di luce e direttamente dal proprio computer. Inoltre, se anni fa solo i grandi studiosi potevano visionare le tavolette in Lineare B, a differenza dei “non addetti ai lavori”, che dovevano accontentarsi di foto in bianco e nero o di disegni, oggi la consultazione può divenire appannaggio di chiunque. Certo, anche una tecnica come l’RTI richiede una fase di acquisizione dei dati nei magazzini dei musei, ma, completato questo processo, il materiale diviene facilmente fruibile e condivisibile. Quanto descritto corrisponde ad uno dei principali progetti dei Phaistos/pa-i-to Project, che sta occupandosi della pubblicazione online degli RTI di 94 tavolette, che parlano di Festòs quando era sotto il dominio dei signori micenei di Cnosso.

Questa importante documentazione è conservata nei magazzini del museo di Heraklion (https://heraklionmuseum.gr/), nell’isola di Creta. 

 

La tecnologia semplifica molti aspetti della vita contemporanea, ma non mettetevi comodi! La prossima settimana torneremo indietro nel tempo con L’archeologia italiana a Creta IERI: parleremo della scoperta dell’imponente cinta muraria di età greca a Festòs!

 

Sara Lopez

 

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