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Forse non tutti sanno che tra gli archeologi che esplorarono l’isola di Creta alla fine del XIX secolo, oltre ai più famosi Federico Halbherr e Antonio Taramelli, vi era anche un altro importante studioso: Lucio Mariani. 

Lucio Mariani si formò come archeologo a Roma ed ebbe modo di conoscere la Grecia e Creta durante i suoi anni come allievo della Regia Scuola Italiana di Archeologia. La sua particolare abilità artistica fece di lui un modello tra i colleghi che lo apprezzarono sia per le sue capacità di disegnatore sia di fotografo, tanto che Roberto Paribeni lo definì un “fotografo di grande abilità”. 

Fig. 1 – Lucio Mariani, autoritratto con l’attrezzatura fotografica (11 novembre 1906). Archivio Mariani

Nel 1893 Mariani trascorse ben quattro mesi a Creta, dove non solo ebbe modo di esercitare la sua attività di archeologo militante e di fotografo, ma sviluppò anche una certa sensibilità per la difficile situazione politica dell’epoca alla vigilia della guerra greco-turca. Egli stesso dice che “benché lo studio della antichità mi attragga, io non mi son poi dedicato soltanto a investigare le cose morte: ho preso grande interesse alla vita moderna di quel paese, ne ho studiato le condizioni politiche e sociali ed ho anche tentato di spezzare una lancia per la sua causa, quale segno di animo grato verso chi mi accolse e mi aiutò, e quale testimonianza delle amicizie che vi ho contratto”. 

A testimonianza della sua profonda immedesimazione con la cultura dell’isola vi è una sua bellissima fotografia mentre indossa abiti cretesi dell’epoca.

 

Fig. 2 – Lucio Mariani con abiti cretesi nel 1893 a Creta. Archivio Mariani

Durante il soggiorno cretese Mariani produsse un album di fotografie intitolato Fotografie e disegni per la relazione del viaggio in Creta. Parte topografica, realizzato tra il 1894 e il 1899. In quest’album è ben evidente come le ricognizioni fossero spinte dalla ricerca dei Pelasgi (nome con cui la tradizione classica indicava le popolazioni che abitavano il territorio greco prima dell’arrivo dei greci), come dimostrano le numerose foto di siti quali Armyrò, Sybrita, Praesos, Gulàs, Dreros E Petrà, molte delle quali confluirono poi nel volume “Antichità cretesi” del 1896. Le fotografie venivano successivamente arricchite con l’aggiunta di didascalie e indicazioni di tipo topografico a matita, come si può notare nella panoramica del golfo di Aghios Nikolaos di Mirabello, che qui riproduciamo. Talvolta aggiungeva ritocchi ad acquarello, per evidenziare al meglio alcuni dettagli; in questa fotografia di Kato Zakros, ad esempio, per dare una scala dimensionale alle vestigia da lui documentate, il Mariani aggiunse la addirittura una figura di un giovane in abiti locali appoggiato alle mura. 

Queste fotografie rappresentano documenti fondamentali per la storia dell’archeologia cretese: Lucio Mariani fu uno dei primi studiosi a comprendere l’importanza di questo strumento di studio e a gettare le basi per lo sviluppo di una tecnica fotografica che oggi è parte imprescindibile di ogni indagine archeologica. 

Fig. 3 – Copertina dell’album_ Fotografie e disegni per la relazione del viaggio in Creta. Parte topografica. (Mariani 1896)

 

Fig. 4 – Panorama di Aghios Nikolaos a Mirabello

 

Fig. 5 – Mura di Kato Zakro con ritocco ad acquerello

 

Alexia Giglio

 

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