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Ricognizioni e Scavi

Il progetto di ricognizione nel territorio di Festòs ha come obiettivo principale lo studio dell’abitato della città antica, dall’età Neolitica alla fine dell’età tardo antica, e del suo territorio di cui sono indagate forme di occupazione, strutture e sviluppo urbano.

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La cartografia di Festòs

I primi anni di ricerca hanno visto la raccolta di tutti i dati di archivio per la realizzazione di una nuova cartografia, l’inizio delle ricognizioni di superficie e le indagini geofisiche.

In particolare i risultati delle ricerche hanno consentito di inserire il Palazzo minoico all’interno di un abitato che si estendeva anche verso valle (sino al moderno villaggio di Haghios Ioannis), e di definire i limiti della città in età storica.

Accanto al lavoro di ricognizione sul terreno, lo studio delle fotografie storiche e delle immagini satellitari ha permesso di comprendere com’era strutturata la città (limiti della fortificazione, orientamento degli assi viari e degli edifici), di cominciare a riconoscere l’organizzazione del territorio (suddivisione dei campi agricoli, percorsi stradali), e di ricostruire la situazione ambientale in età antica (percorsi dei fiumi, aree di paludi).

I risultati delle campagne del Progetto Festòs sono disponibili e pubblicati ogni anno anche sul sito della Scuola Archeologica Italiana di Atene.

 

Prima campagna – 2007

Tra il 21 giugno e il 3 luglio 2007 il Progetto Festòs si è concentrato principalmente sull’identificazione, localizzazione e georeferenziazione con GPS dei siti già noti nella documentazione letteraria e d’archivio, al fine di inserirli nella nuova cartografia.

Suddivisione delle aree oggetto delle ricognizioni sistematiche

Suddivisione delle aree oggetto delle ricognizioni sistematiche

Particolarmente difficile è stata l’ubicazione dei siti riconosciuti per la prima volta nel corso del survey greco-americano (L.V. Watrous – D. Hadzi-Vallianou – H. Blitzer, The Plain of Phaistòs: Cycles of Social Complexity in the Messara Region of Crete, 2004) per l’assenza di indicazioni topografiche precise che potessero consentire l’identificazione dei siti sul terreno.

Nel corso di questa prima campagna, in cui l’area oggetto della ricognizione sistematica è compresa tra i villaggi di Voroi a N, Kamilari a E, Sivas a SW, Petrokefali a E, è stato riconosciuto un nuovo sito archeologico, non segnalato in precedenza, collocato sulla collina di Marathovìgla, immediatamente a E di Petrokefali, da cui si ha una straordinaria veduta della sottostante pianura della Messara e delle vicine alture.

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Panoramica della pianura della Messara dalla collina di Marathovìgla

Seconda campagna – 2008

Nel corso della seconda campagna, condotta dal 27 settembre al 18 ottobre 2008, si è proceduto ad una ricognizione nell’area del sito di Marathovìgla, sulla cui sommità sono visibili alcuni resti di strutture e frammenti ceramici sicuramente riferibili all’epoca geometrica (VIII-VII secolo a.C.), costituendo un nuovo insediamento nella pianura della Messarà, oltre a quelli già conosciuti di Profitis Ilias e di Festòs.

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Il momento del ritrovamento dell’aryballos

La ricognizione sistematica nell’area occidentale del pianoro, a nord-ovest del cimitero di Haghios Pavlos e del villaggio di Haghios Ioannis, lascia invece pensare alla presenza di un altro grande quartiere densamente abitato in epoca minoica e poi ancora in epoca ellenistica, probabilmente non diversamente da quanto attestato dagli scavi di Haghia Fotinì e Chalara.

Particolarmente significativo è stato il rinvenimento di un aryballos tardo-geometrico cretese (fine VIII – inizio VII sec. a.C.), il cui perfetto stato di conservazione lascia pensare ai resti di una sepoltura.

 

Terza campagna – 2009

L’attività di ricognizione, condotta dal 23 settembre al 20 ottobre 2009, ha visto l’espandersi delle indagini in due aree: a S del villaggio di Haghios Ioannis, e nell’area a S del Christòs Effendi, rispettivamente al fine di chiarire i limiti a ovest della città e verificare la presenza di strutture visibili dalle fotografie aeree.

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Georeferenziazione delle evidenze archeologiche

Le ricerche hanno permesso di individuare il limite occidentale della città, di riconoscere un’area di frequentazione romana, e di individuare la presenza di una concentrazione di materiale ceramico del periodo protopalaziale alle pendici della collina del Christòs Effendi.

Contestualmente sono state condotte indagini geofisiche, le quali hanno confermato la presenza di resti murari già parzialmente visibili, ed è stata proseguita la georeferenziazione delle emergenze archeologiche.

Quarta campagna – 2010

La quarta campagna di ricerche è stata condotta dal 6 settembre all’11 ottobre 2010 nell’area a S del villaggio di Haghios Ioannis, dove è stato portato alla luce materiale di età minoica e di età greca, ma è attestata anche una frequentazione di epoca di età romana che sembra confermare la presenza di strutture, forse pertinenti ad un villaggio agricolo.

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Scavo di un tratto della fortificazione della città

L’attività di maggior interesse è consistita nello scavo nella Zona A, che ha confermato l’esistenza di un tratto della fortificazione della città greca, anche se la sua distruzione può essere fissata verosimilmente nella prima metà del II sec. a.C., come sembrano attestare i materiali ceramici recuperati.

Di particolare rilievo è stato anche lo scavo di una sezione esposta lungo la strada Festòs-Matala, che ha consentito di individuare tracce di un’area ad uso abitativo pertinente al periodo che va dalla fine del prepalaziale (Medio Minoico IA finale) fino all’età protopalaziale (Medio Minoico IIA), come si evince dalla stragrande maggioranza dei frammenti ceramici recuperati.

Molto probabilmente questi edifici, lungo le pendici sud-orientali della collina di Christòs Effendi, si affacciavano su una strada che poi proseguiva sino alla facciata occidentale del Palazzo.

Quinta campagna – 2011

Con la campagna del 2011, condotta dal 30 settembre al 19 ottobre 2011, si è chiuso il primo programma quinquennale di studi e ricerche topografiche nel territorio di Festòs, con la prosecuzione dell’attività di ricognizione sulla collina del Christòs Effendi, il rilievo più alto del sistema collinare di Kastrì, dove sorge il palazzo minoico di Festòs.

La scelta di chiudere il programma quinquennale con la ricognizione del rilievo di Christòs Effendi è stata dettata dall’assenza di ricerche sulla collina, in passato limitate solo a una perlustrazione del secolo scorso ad opera del Taramelli, dallo scavo da parte del Minto, dal casuale rinvenimento di una testa di tipo Karphi da parte dell’équipe greco-americana e, più recentemente, dallo scavo della sezione esposta e dalla ricognizione di superficie effettuata dalla nostra missione a ovest della strada Festòs-Matala. Queste ultime indagini hanno, infatti, rivelato un’occupazione, non certo sporadica, alle pendici sud-occidentali, e le tracce di strutture protopalaziali e di resti ceramici notevoli.

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Frammento con iscrizione ΘΑΝΑ

Dallo studio dei frammenti raccolti durante la ricognizione sembra che la collina sia stata interessata da una lunga e ininterrotta frequentazione a partire dall’età minoica sino all’età ellenistica, di cui particolare rilievo riveste un frammento su cui era iscritto THANA, probabilmente un riferimento alla divinità Athana/Athena.

Contestualmente le indagini geomorfologiche sono state condotte mediante l’esecuzione di alcuni sondaggi per la ricostruzione diacronica del paesaggio della piana della Messarà.

 

 

Scavi

Sesta campagna 2012 –2013

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La collina del Christos Effendi vista dall’Acropoli Mediana

La sesta campagna del Progetto Festòs è stata condotta dall’1 al 23 ottobre 2013. In seguito agli importanti risultati del survey dell’anno precedente, si è sentita la necessità di condurre indagini più approfondite sulla collina del Christòs Effendi.

Questa esigenza si è manifestata soprattutto in seguito all’individuazione, grazie al confronto con una foto d’archivio, del preciso tratto di fortificazioni in cui A. Minto aveva scavato nel 1909, ponendo le basi per condurre uno scavo stratigrafico al fine di verificare e approfondire i vecchi dati.

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La collina del Christos Effendi vista dall’Acropoli Mediana

Lo scavo ha dato la possibilità di integrare i nuovi dati e correggere le informazioni delle precedenti esplorazioni, confermando la datazione delle cosiddette mura elleniche al V-IV secolo a.C., e individuando la successione di quattro fasi di vita, di cui il periodo tardo geometrico ha riportato le più ampie attestazioni. È stato possibile, infatti, riconoscere un ambiente dotato della soglia e del cardine per la porta d’accesso insieme con un grande pithos schiacciato sul pavimento dal crollo della struttura.

 

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Lo scavo nel versante sud del Christos Effendi

Contestualmente sul versante sud della collina l’èquipe di archeologi del Progetto Festòs ha condotto lo scavo di un altro saggio dal quale sono emerse le tracce del crollo di un edificio datate tra il III e il II secolo a.C., e di cui sono stati individuati la soglia e i piedritti di una porta, una banchina, il crollo dell’architrave e i blocchi delle pareti.
In particolare uno dei blocchi riportava ancora i nomi iscritti di quattro personaggi, verosimilmente magistrati o sacerdoti.

 

Settima e Ottava campagna – 2014 – 2015

Nel corso delle campagne del 2014 e 2015, l’attività della synergasia si è limitata al solo studio dei materiali ceramici del survey degli anni precedenti e alla raccolta e all’esame della documentazione di archivio (taccuini, fotografie, piante) relativa ai vecchi scavi effettuati negli anni Cinquanta in località Christòs Effendi, Chalara e Haghia Fotini.

In particolare, nel corso della campagna 2015, ci si è soffermati su un’approfondita pulizia dell’area occidentale di Haghia Fotini, un settore dell’abitato di Festòs frequentato dall’età prepalaziale fino ad epoca moderna e scoperto negli anni ’50 in occasione della costruzione della strada che conduce all’area del Palazzo minoico.

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L’area archeologica di Haghia Fotini durante i lavori di pulizia

I lavori, preliminari alla preparazione di un progetto di restauro, che sarà eseguito nel 2016, finalizzato ad un successivo intervento di valorizzazione da programmare con l’Eforia locale, dal momento che fino a poco tempo fa le strutture si trovavano in uno stato di completo abbandono.

L’attività di pulizia ha dato la possibilità di studiare attentamente i resti murari ancora visibili, valutarne il forte stato di degrado subìto nel corso del tempo. I nuovi dati acquisiti hanno permesso inoltre di confrontare la situazione attuale con la documentazione del primo scavo degli anni ’50 da parte del Levi.

L’intervento di pulizia è stato allargato anche nell’area a nord-est della chiesta di Haghia Fotini, dove già agli inizi del novecento Pernier aveva segnalato la presenza di resti di muri.

Haghia Fotinì

Haghia Fotini: com’era e com’è

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