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Il Territorio

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L’area attorno al Palazzo di Festòs

Creta, che si estende per 250 km di lunghezza, è costituita da diverse catene montuose, che la dividono in varie regioni tra nord e sud, e da fertili pianure situate in prossimità della costa. L’isola è anche caratterizzata da un’intensa attività sismica e tettonica che ha condizionato l’evoluzione del paesaggio almeno dal Pleistocene fino ad oggi.
La pianura della Messarà, collocata nella parte meridionale dell’isola, è un’ampia area alluvionale che si estende per 619 km2, tra la catena dei Psiloritis a nord (di cui fa parte il monte più alto dell’isola, il Monte Ida, con i suoi 2.456 m di altezza), e quella dei monti Asterùsi a sud, mentre a ovest si apre sulla baia di Tymbaki. Il fiume Yeropotamòs, identificato con l’antico Letèo menzionato da Strabone (X, 478), rappresenta il principale corso d’acqua della pianura, che in antico la rendeva molto fertile. Le colline sono collocate prevalentemente in prossimità della costa, e sulla sommità o sulle pendici e ospitano i più importanti insediamenti antichi

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Il sistema delle tre colline di Festòs

In particolare il territorio corrispondente al sito archeologico di Festòs è caratterizzato dalla presenza di tre modeste colline: la collina su cui sorge il Palazzo minoico, detta anche Kastrì, l’Acropoli Mediana e la collina del Christòs Effendi. Questo sistema di tre colline, grazie alla vicinanza con linea di costa e alla presenza del fiume che rendeva fertile la pianura, ha visto la nascita e lo sviluppo di un insediamento che è sopravvissuto dall’inizio dell’età del bronzo fino all’età medievale.

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L’area delle colline di Festòs oggetto delle indagini archeologiche e geofisiche

Le analisi geomorfologiche, condotte dal Progetto Festòs, hanno messo in risalto che la valle del Grià Saita, oggi tributario sinistro dello Yeropotamòs, e la relativa piana poteva essere connessa con il mare attraverso una stretta e profonda valle attualmente interrotta all’altezza delle pendici settentrionali della collina di Kamilari, lasciando pensare che in epoca minoica ci fosse un’ampia area fluvio-palustre.
Riguardo invece all’area sub-pianeggiante, che ospita i resti del Palazzo di Festòs, appare del tutto evidente che la sua ampiezza dovesse essere maggiore, soprattutto nel settore che si affaccia sulle valli dello Yeropotamòs e del Grià Saita.

La strutturazione del paesaggio antico non è oggi riconoscibile nella sua interezza in quanto, alla forte erosione che si è manifestata e si manifesta nella parte alta dei versanti, fa da riscontro una condizione di declivio del piano campagna nelle aree pedemontane, mascherando gli antichi terrazzamenti antropici che componevano il paesaggio delle colline.

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