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Nei giorni scorsi è terminata la nona campagna archeologica del 2016 presso il sito di Festòs condotta all’interno del “Progetto Festos”, sotto la direzione scientifica del professor Fausto Longo, docente di Archeologia e Storia dell’Arte Greca e Romana presso l’Università degli Studi di Salerno e del professor Alessandro Greco, docente di Civiltà Egee presso l’Università di Roma “La Sapienza”.

Il Progetto, attivo dal 2007 sotto l’egida della Scuola Archeologica Italiana di Atene, ha visto impegnati sul campo e nel contemporaneo cantiere didattico docenti delle Università di Salerno, Roma “La Sapienza” e Catania, membri dell’Eforia di Heraklion, archeologi della società archeologica ArcSAT, nonché allievi del corso di laurea magistrale in Archeologia e Culture Antiche dell’Università degli Studi di Salerno, e studenti italiani e stranieri provenienti dagli Atenei di Roma “La Sapienza”, Matera, Catania, Ginevra e Paris I – Panthéon-Sorbonne.

Quest’anno le indagini sono state effettuate principalmente in località Chalara e Haghia Fotini, aree che conservano uno straordinario palinsesto dell’insediamento, dall’età neolitica sino all’età veneziana. Le due aree, dopo gli scavi degli anni Cinquanta e Sessanta, necessitano di un intervento di messa in sicurezza e di un attento restauro anche nella prospettiva di rendere in futuro l’area fruibile ai turisti che ancora oggi vanno via da Festòs senza alcuna percezione della millenaria storia del sito.

Chalara-Drone

Foto aerea dell’area archeologica di Chalara

I lavori hanno ovviamente offerto la possibilità agli archeologi di riprendere lo studio delle fasi e dei materiali di entrambe le aree mediante operazioni di attenta pulizia, di sistemazione delle sezioni di scavo, di realizzazione di nuovi rilievi (fotopiani) e della registrazione accurata dei rapporti stratigrafici delle murature. Già nel corso dei lavori sono emerse alcune novità, in particolare l’individuazione di una serie di fasi e sottofasi costruttive non note sino ad oggi. Tale articolazione relativa potrà essere precisata cronologicamente con uno scavo stratigrafico che ci auguriamo di poter effettuare presto. L’intera documentazione raccolta durante la campagna sarà ora oggetto di studio; grazie ai nuovi rilievi, effettuati anche con l’aiuto di un drone, sarà invece possibile restituire nuove piante di fase e una restituzione in 3D dell’area archeologica. Contestualmente sono state realizzate in più punti del pianoro di Festòs indagini geofisiche (geomagnetiche e georadar) che hanno permesso di riconoscere tracce di altre strutture interrate e fornire così altri elementi utili alla ricostruzione del tessuto urbano della città di età storica.

Haghia Fotini - Drone

Foto aerea dell’area archeologica di Haghia Fotini

La campagna 2016 è stata realizzata grazie ad un finanziamento dell’Università degli Studi di Salerno (finanziamento di Ateneo e di Dipartimento), dell’Università di Roma “La Sapienza”, dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, dall’Institute for Aegean Prehistory – INSTAP. Un ringraziamento va anche a tutti coloro che ci hanno aiutato a lavorare bene, a cominciare dai custodi dell’area archeologica, agli amici di Xenia Festou che gestistono il bar e il bookshop del sito, alle comunità che abitano nella Messarà Occidentale e che ci accolgono con grande affetto ed ospitalità.
La nostra gratitudine va altresì alla Concessionaria FIAT Galdieri di Salerno per i mezzi di trasporto che concede ogni anno e all’Associazione “Gli amici di Minosse e Radamanto”, che dal 2012 partecipa attivamente alla realizzazione delle ricerche con contributi via via sempre crescenti grazie alle donazioni liberali – IBAN IT41 R062 2512 1021 0000 0012 373 – e alla raccolta del 5×1000 – C.F. 92 24 50 50 288 – che i cittadini italiani possono devolvere alle ONLUS al momento del pagamento delle tasse.

Grazie!

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